Chiesa della Madonna dell’Udienza
Nella zona attigua al camposanto, si erge la Chiesa dedicata alla Madonna dell’Udienza, così detta per l'udienza che il Signore dette a San Vito. Domenico Pignatelli, primo feudatario di Melissa, anche con le offerte di altri, fece erigere questa chiesa dedicata a Santa Maria detta “ ab Audentia”, che già nel 1672, in una relazione vescovile, risulta meta di grande devozione, perché si è sparsa la fama che la “madonna” ha la grazia di fare miracoli. I fondatori e dotanti Pignatelli mantengono lo iuspatronato sulla chiesa, nominando il rettore ed apponendo sul portale il proprio stemma (tre “pignate” sotto un rastrello a tre pendenti).
Il santuario, lungo mt. 20 e largo 6, reca oltre allo stemma gentilizio, un bel rosone, di particolare importanza sono anche l'acquasantiera e i paliotti dell'altare risalenti al 1700. Il camposanto fu istituito per legge negli anni sessanta, quando si stabilì di inumare i defunti, che fino a quell'epoca venivano sepolti in un locale sottostante la Chiesa di San Giacomo. Il culto alla Madonna dell'Udienza è comune anche agli abitanti d'origine albanese. Alla chiesa è annessa un’abitazione per gli eremiti addetti al servizio religioso.
Tra i luoghi pii del paese si ricorda anche il convento di S. Agostino sorto nel 1546 sotto il titolo del SS. Salvatore nelle selve lontano dalle mura del paese (corrispondente ai ruderi rimasti nella località detta oggi “Santa Maria delle Grazie”, dietro il canale). Nel 1637 l’antico convento è abbandonato e ne viene costruito uno nuovo, più piccolo, vicino alle mura nei pressi della “ porta i Jusa”, con una chiesa ampia sotto il titolo dell’Annunciazione della Vergine. Il convento, di cui resiste ancora nella suddetta località il toponimo, viene soppresso nel periodo francese quando sono presenti due soli frati. Oggi esistono solo i muri perimetrali, ma un tempo per la posizione geografica in cui sorgeva, dominava tutta la valle e doveva essere un centro di vita spirituale e culturale molto fiorente. Ai piedi del convento vi è un vallone ed una piccola cascata che ancora oggi è chiamata “l’acqua dei monaci”.

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